venerdì 7 agosto 2020

STORIA DISTOPICA E UCRONICA

1° di aprile del 2027, mi sveglio col naso che cola, le orecchie ovattate, la gola che gratta e le giunture inceppate.
Telefono al cybermedico che mi consiglia la neotachipirina, quella che si vende anche ai distributori dei preservativi.
La prendo per tre giorni ma non cambia niente, ritelefono, mi dirotta ad un centro diagnostico: La Salute in Banca.
Palazzo di cristallo e inox, telecamere ovunque, percorsi di avvicinamento obbligati, infine l'accoglienza: androide pseudo femmina in divisa cilestrina con nome stampato sopra al fintoseno sinistro, G82-hfo59.
Io -Buongiorno, mi manda il dott Q24-skt75, racconto i sintomi.
G82-hfo59 -Auguri. La prego di passare la mano sinistra sotto lo scanner. Vedo che ha una certa età ed è stato in buona salute fino ad oggi, ha un'assicurazione?
Io -No, appunto perchè in buona salute... posso chiamarla G82?
G82-hfo59 -Non si prenda delle confidenze! Risulta che ha i sintomi della SARS-Covid26, è vaccinato per le precedenti 20, 21, 22, 23, 24, 25, ma, come da DPCM N° 3729 del Conte dio, se non può dimostrare di aver sempre tenuto comportamenti responsabili tipo evitare le correnti d'aria, non aver sudato sconsideratamente, essere sempre uscito con mascheria, ombrello e galosce e non può fornire l'elenco completo delle persone con cui è entrato in contatto negli ultimi 60 giorni...
I -Ma l'app di tracciamento dovrebbe...
E -Lei è uno dei pochi che l'ha scaricata, la maggior parte dei suoi incoscienti concittadini è entrata in clandestinità, ha gettato lo smph ed è tornata ai Nokia a tasti per non farsi tracciare.
I -Mi è impossibile ricordare tutti e non posso documentare correnti d'aria e sudate ma la mascherina, l'ombrello e le galosce sì, guardi ce l'ho anche ora...
G82-hfo59 -Mi dispiace, non basta. Secondo il DPCM succitato, devo comunicarle che in assenza di documentazione probante e assicurazione ogni intervento sanitario o amministrativo sarà a sue spese. Se negativo ai test, pagherà solo questi (1984 euri) e potrà tornare a casa dopo saldo ma vedo che il suo C/C non raggiunge questa cifra, quindi verrà inviato ai CLVC (Centri per il Lavoro Volontario Coatto) fino a estinzione del debito; se positivo, non potendo far fronte alle spese mediche, verrà isolato in quarantena immediata negli ex CAS per migranti per i prossimi 60 giorni, la retta giornaliera è di 20 euri, il vitto è a sue spese; visto il suo C/C, l'importo verrà trattenuto dalle future mensilità della pensione, se questa non sarà sufficiente, se asintomatico, andrà ai CLVC, se estinto, allo smaltimento dell'organico.
Andrà tutto bene.

domenica 23 dicembre 2018

Parlamento esautorato.

Stiamo vivendo una grave degenerazione nella repubblica democratica fondata sul lavoro, la nostra, ma non da ora.
Da sempre le decisioni strategiche sono ovunque prese da élite: religiose, militari o economiche, salvo eccezioni effimere; nel dopoguerra, dopo il disastro, si sono tentate strade diverse portando le decisioni alla portata di cittadini non più sudditi. Ma il pensiero unico, mai domo, spogliatosi dell'esteriorità religioso-militare ha continuato a pianificare "al riparo dal processo elettorale" (googlare) continuando la prassi millenaria delle case regnanti: il governo teocratico (per grazia di dio) è diventato finanzocratico (perché controlla i quattrini). Da qui i raduni annuali, riservati ed elitari, dei vari think tank liberali e globalisti: sono i convivi dei nuovi re del mondo.
Torniamo a noi. Finito il periodo "costituzionale del 48" il trasferimento di poteri dal parlamento a decisori opachi ha causato il peggioramento delle condizioni dei cittadini esautorati e l'aumento degli utili dei suddetti re. L'opacità non è un fenomeno iniziato con l'approvazione dell'ultima finanziaria. Non mi piace un parlamento trasformato in curva da stadio ma non è da ora. Le anime belle che ora si scandalizzano provino a riguardarsi la nostra storia con un minimo di onestà intellettuale: cosa fu il divorzio Tesoro - Bankitalia deciso con due letterine da due servitori dello stato? Visti i risultati, o erano cretini o servivano altri poteri fuori dal parlamento...
Ritorniamo a oggi: la sensazione è che questo governo voglia fare "qualcosa" per allentare la tensione popolare magari senza arrivare al GJ, daltronde noi abbiamo già avuto i forconi ed è meglio anestetizzare che cauterizzare... non può farlo esplicitamente e completamente perché impedito dalle asfissianti regole del IV rech, ecco che allora si introducono provvedimenti che, pur essendo assolutamente insufficienti, appaiano anti euro-pei. Sicuramente in Teutonia pensano che è meglio un uovo in meno ma la gallina ancora nel pollaio, oltretutto in un momento in cui il galletto francese ha cambiato canzone.

domenica 4 novembre 2018

CENT'ANNI

  Cent'anni di vicissitudini.

  Da cent'anni siamo un paese riunito, dopo l'ultima guerra d'indipendenza.

  In quelle trincee s'è saldata l'Italia dei popoli, è emerso lo stato unitario, da lì sono usciti lacerati gli imperi europei.

  Le mancate risposte ai sopravvissuti sono fermentate in nazionalismo, autoritarismo, fascismo: la patria fu vista non come casa comune ma come esaltazione di forza, un impero vecchio di millenni ne divenne il mito fondativo; aggressività, sopravvalutazione della propria forza, scarsa lungimiranza conseguirono.

  Dopo trent'anni altro sangue, detriti, dolore. Da perdenti ci siamo conquistati un briciolo di credibilità mettendo in campo altri morti e disperazione ma soprattutto ci ha favorito l'essere uno stato di frontiera: vetrina luccicante in faccia alla cortina di ferro. Tuttavia riuscimmo a capitalizzare i vantaggi e a minimizzare i vincoli: il paese veniva prima delle fazioni.

  Poi il mondo è cambiato (ma non cambia sempre?), conveniva che il paese venisse incastrato in un puzzle scombinato, alcune fazioni riottose furono spazzate via, una assurse a garante del nuovo progetto in collaborazione con un ceto industriale vendicativo e miope. Chi capiva i pericoli di una colonizzazione strisciante travestita da collaborazione venne zittito e ridicolizzato: il progetto era funzionale ad interessi superiori e noi avevamo perso la guerra, inoltre eravamo diventati la quarta potenza industriale e le nostre ricchezze facevano gola.

  Ora siamo l'ottava potenza, abbiamo perso un quarto della nostra struttura industriale, il nostro capitale più prestigioso, i gioielli di famiglia, il Made in Italy, è stato arraffato da mani rapaci, la nostra Costituzione è disattesa nei fatti (L'Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro.). Dipendiamo dalla convenienza dei creditori: sopravviviamo per nutrirli, trascurando i nostri figli, precari, disoccupati o emigrati...  ma qualcosa cambia (non cambia sempre?).

  Il nostro padre padrone, fonte di leggi non scritte, costumi e consumi, ha cambiato priorità, il nemico è pur sempre la Russia ma la Cina di più: il centro del mondo è scivolato via dall'Atlantico assestandosi nel Pacifico, qualche vecchio nemico vinto e trasformato in alleato strategico si è rivelato un esoso profittatore, nuove pedine presidiano gli interessi imperiali.

  In questa situazione che cambia la nostra Europa da fonte di cultura, diritto, bellezza e ricchezza s'è ridotta a cortile (backyard) litigioso e disarmonico in cui crescono gli egoismi ma anche la comprensione di un decadimento non voluto dal destino cinico e baro ma da interessi concreti e inconfessabili. Noi, nazione giovane e "ingenua", stiamo capendo che ci hanno infilato nel puzzle a forza, recidendoci gli spigoli.

  Questa nuova consapevolezza sarebbe cosa buona e giusta se non dovesse scontare i dolori del parto: chi ha avuto la procura per condurci in questa tonnara ed ha sempre ostentato valori positivi, in etica ed economia, di fatto da qualche decennio ha operato negli interessi "superiori" che ci volevano sconfitti e sfruttati.

  Ora gli interessi strategici del grande fratello, ridimensionare i profittatori europeisti, e quelli nostri, liberarci dagli  assurdi vincoli impostici, viaggiano in sintonia. Chi se n'è accorto, e ora galleggia sostenuto da più del 60% degli elettori, è la parte politica più improbabile e approssimativa.

  Per unire coerenza e utilità sarebbe stato meglio che la fazione che ha sempre professato principi corretti politicamente, a favore del popolo minuto, vi fosse rimasta fedele, purtroppo ha azzardato una scommessa, fatta sulla pelle degli italiani, puntando sui chi sta perdendo nello scacchiere europeo. Ora forse, come paese, vinceremo questa mano ma con giocatori neofiti e sgraditi... a chi? A chi ha perso la partita precedente, a chi si crogiola in teoremi immutabili, che poi mutano, a chi guadagna fior di quattrini dalla nostra subordinazione.

  Quindi quelli brutti e cattivi rischiano di liberarci dal IV Reich per conto degli Yankee, quelli buoni e colti hanno perso gli strumenti di analisi, i contatti col loro popolo... e un'occasione.

  Come finirà? 

   

  

domenica 3 giugno 2018

UNA COSA , SOLO UNA

 Vorrei avere tante cose, futili e importanti, possibili e non. Però se mi dicessero: una, solo una. Cosa sceglierei? Credo la giovinezza con l'esperienza dei miei 71 anni.

 Da quando c'è questo governo tutti chiedono qualcosa: che realizzi quel che ha promesso, che non realizzi quel che ha promesso; chi ha perso attacca ringhioso la sostanza, la forma e anche l'odore, chi ha vinto esulta e si aspetta di tutto e di più.

 Una cosa, solo una. Qual'è la più importante? L'irrinunciabile, la decisiva? Uscire da questo servaggio che ci umilia e sfrutta, ritornare a spiegare le nostre potenzialità, liberarci dal complesso di inferiorità che ci hanno inoculato come un vaccino tossico, dire ai governanti tedeschi, da pari a pari: ora basta, da ora in poi arricchitevi con lo sole vostre forze.

 Poi ognuno potrà declinare la ritrovata dignità in senso liberale o socialista, ci contenderemo il maltolto riconquistato secondo i nostri interessi.

 Una cosa, una sola: la libertà di scegliere, consapevolmente.

domenica 4 marzo 2018

Tensione fra USA ed €uropa. Acciaio vs Levi's.

  Retroscena: la Germania ha, nei confronti degli USA un attivo commerciale di 70 mld di $. Sono bravi? Fanno belle macchine? Anche, ma soprattutto vendono con uno sconto fisso del ~40% grazie ai loro salari tenuti forzatamente bassi e all'euro il cui valore non è "tedesco" ma €uropeo, cioè una media fra tutti i paesi che lo usano, Grecia e Portogallo inclusi.

   Anche noi abbiamo un surplus, anche se meno della metà di quello tedesco, anche noi abbiamo depresso i salari, però per noi L'€uro è sopravvalutato: del ~25% rispetto all'ex Marco.

   Scenario: la guerra commerciale continua, crollano le esportazioni tedesche in USA, anche le nostre soffrono, cominciamo a capire, di nuovo, che insieme ai tedeschi le guerre si perdono, l'euro si dissolve, noi abbiamo un boom nelle esportazioni e nei consumi interni, la Merkel raccatta i frammenti delle sue cornine infrante sulle mura di Washingrado.

   Putin stavolta sta a guardare...

venerdì 17 novembre 2017

IL BRANCACCIO SALTATO

  Le nomenclature litigiose sparecchiano prima dell'evento. La colpa di chi è? Mia? Tua, sua, degli altri!

   I litiganti lottano per un posto a tavola e l'unico accordo è una conventio(n) ad escludendum; gli esclusi, inviperiti, schizzano veleno.
   I due promotori biancovestiti restano basiti: eppure pareva una buona idea...
   Il popolo, affamato di politica, resta a digiuno...

   Qui nessuno ha capito l'essenziale: il PD non è più sinistra da prima del battesimo: è follia voler fare il centrosinistra con loro, non sono nemmeno centro perché da Monti in poi sono gli esecutori acquiescenti dei diktat europei, cioè tedeschi, cioè del capitalismo mercantilista, cioè del dumping salariale e del taglio dei servizi pubblici; prima di Monti stavano più coperti.
È chiaro che il problema non sono i baffini di D'Alema, i giaguari di Bersani o le rombe di Renzi? Il problema è che viviamo sotto dettatura del vincolo esterno, auspicato dai nostri padroncini per moderare il sindacato ma diventato molesto nel lato B quando deprime il mercato interno.

   La politica non è un pranzo di gala ma lacrime e sangue, da qui in avanti se vorrete riacquistare credibilità, correte qualche rischio! Solo denunciando di chi, come e perché il Paese è sotto scacco gli elettori smetteranno di latitare; so che opporsi ai nemici della ggente è pericoloso: si rischia nel fisico... non è un invito al suicidio ma finora abbiamo pagato solo noi: impiccati, esodati, precarizzati, maipensionati, genitori mancati, giovani asinizzati...

   Toccherebbe a voi.

giovedì 29 dicembre 2016

I DOLORI DEL GIOVANE JÖRG

  C'è qualcuno che non dorme.
  Pensieri molesti: dove ho sbagliato? Cosa avrei potuto fare?
  Non è senso di colpa, la coscienza s'è inossidabilizzata in decenni di dissimulazioni; piuttosto, rammarico per aver dato tutto: posizione, credibilità, relazioni ad un partner che ora, volubile, non l'apprezza più.
  Chi è? Un amante tradito? Ma no!
  È il komunista più amato sul Potomac.
  Per assecondare i disegni imperiali ha rinunciato alle posizioni del suo partito ed ha contribuito a traghettarlo dall'area della difesa del lavoro a quella degli interessi finanziari; ha svilito il suo Paese, già poco sovrano, rendendolo di fatto una colonia; si è accomodato ad essere il subalterno del viceré teutonico in ottemperanza degli interessi strategici atlantici; inoltre il popolo non l'ha capito votando massicciamente contro il vile progetto; se questo non bastasse, il padrone yankee comincia ad essere insofferente per il mostruoso surplus commerciale tedesco, 75 mld di dollari verso gli USA e 50 mld verso l'Inghilterra.
  Quindi lui, obbediente e ligio verso l'alto, insensibile e determinato verso il basso, si trova a dover rimettere a punto il suo sistema di coordinate valoriali.
Il popolo lo schifa, l'ex premier trombato lo odia, i padroni imperiali lo guardano con insofferenza, oltremanica vivono con fastidio gli attuali equilibri che lui tanto ha contribuito a consolidare.
  Gli unici che potrebbero essere riconoscenti sono Anghelona e co. ma hanno i loro problemi: le banche che scricchiolano, gli ex amici che si incazzano, la povertà che aumenta, la volontà di spremerci ancora un po' (il risparmio di noi formichine italiane fa gola...) e il NO al 60%.
  Insomma forse una casetta in Mecklenburg-Vorpommern a Neapolitanischen gliela rimedieranno, purché segua l'esempio di Ratzinger.

giovedì 22 dicembre 2016

QUINTUM NON DATUR

   Puoi essere contrario all'euro perché liberale, keynesiano o marxista.

   O favorevole perché ti conviene.
 

mercoledì 21 dicembre 2016

RESETTARE PER PIACERE

  Un paio di settimane sono passate, poco più.
 
  Le analisi a caldo e a tiepido, quelle elastiche, le trionfanti e le mimetiche, le livorose e le vittoriose sono decantate.
 
  Resettare per piacere.
 
  Abbiamo scongiurato per una fortunata congiunzione di consapevolezza (minoritaria), disagio, calcolo vendicativo ma anche crassa supponenza e sciocca sopravvalutazione del proprio potere un micidiale colpo basso.
 
  Non abbiamo vinto.
 
  Abbiamo chiesto al baro di cambiar mazzo, lui ha gettato il vecchio e ne ha scellofanato un altro altrettanto truccato, tanto, pensa -'sti coglioni mica lo capiscono subito- l'importante è durare...
 
  ... ancora un po'... un'altra limata ai risparmi, un'altra mensilità agli appannaggi, un'altra tranche di interessi, un'altra vagonata di valorosi da cedere gratis ai padroni oltralpe: piccolo cabotaggio corsaro all'ombra dei grandi pirati cosmopoliti da cui hanno avuto la patente.

  Abbiamo chiesto non la santificazione di un pezzo di carta ma il rispetto di un contratto sociale.
 
  Non si può fare? Non ci sono alternative? Cazzate!
 
  La maggioranza di questo Paese, senza giornali e TV, senza sicurezza del domani, rinunciando alla salute, raccattando lavoricchi, rimandando la genitorialità (a questo servono gli immigrati: a turare buchi) ha detto che quel contratto sociale è bello e valido.
 
  È ora di pretenderlo.

martedì 20 dicembre 2016

IL CONFRONTO È BELLO

  Se io ho un'idea e tu un'altra, se ci confrontiamo, avremo due idee ugnuno.
Cazzate!
 
  Se io ho un'idea e tu una stronzata, confrontarle mi farà perdere tempo e tranquillità e poi io resterò con la mia idea e tu con la tua stronzata.
Chi decide fra idea e stronzata? I fatti.
 
  Come mai questo pessimismo dialettico?
 
  Sono quattro anni che, fatta una intima e motivata autocritica, liberatoria e gratificante, cerco di indurre lo stesso processo in chi mi capita di avvicinare.
Fatica improba: quelli che si convincono e onestamente ammettono i loro precedenti abbagli sono pochissimi e per questo tanto più apprezzabili; poi ci sono quelli che impercettibilmente cambiano parere approdando a più documentati lidi ma lo fanno in silenzio imputando questo loro ravvedimento, forse, al mutare dello zodiaco; infine ci sono quelli, i più, che non vogliono capire, per fiducia mal riposta, convenienza, malafede.
 
  Ai fiduciosi piddini è inutile dire -il PD ti sta fregando- come a un credente è inutile dire che il suo dio non esiste, o quanto meno esiste come tutti quegli altri: sguardo stralunato ed anatema! A quelli a cui conviene non puoi chiedere l'atto eroico di rinunciare al culo al caldo, forse quando li metteranno a sedere sul davanzale... Con quelli in malafede non si parla: il tempo che resta da vivere è breve.
 
  Quindi da oggi chiunque difende l'indegno, ripete motivazioni fruste e false, in pratica non vuole-può-sa ascoltare verrà zittito. Si tratta di bonifica ambientale.
 
  Il tempo è poco e la pazienza finita.

lunedì 12 dicembre 2016

CORNER !

  Molti sono indignati per il renzibis tramite Gentiloni.

  Il 60% ha votato NO a diverse cose, esplicite ed implicite:
- no alla modifica costituzionale che trasferiva ulteriore sovranità all'UE e discrezionalità all'esecutivo;
- no alla lunga crisi economica;
- no alle continue bugie degli ultimi governi, la ripresa, la ripartenza, la crescita, ecc.;
- no a Renzi in quanto Renzi;
- no al governo, sperando di meglio posizionarsi in vista delle auspicabili elezioni.


  Il NO non è stata una vittoria decisiva: s'è solo messo in angolo un tiraccio in porta.


  La partita continua, i giocatori sono gli stessi, gli allenatori a Bruxelles, Francoforte e Washington anche.


  I nostri mi paiono un po' disorientati, ci vorrebbe un'assemblea di spogliatoio.


  Intanto il pubblico rumoreggia...

martedì 29 novembre 2016

SOGNI E INCUBI

  Ho un sogno: il Presidente Renzi fa un discorso ufficiale a reti unificate.

  -Concittadine, Concittadini, a poche ore dal voto referendario vi chiedo di dimenticare le contrapposizioni e le asprezze della campagna elettorale, il momento è solenne e merita la massima unità del Paese.
Pertanto per uscire dal ginepraio in cui ci hanno ridotto i costituzionalisti, i tecnici, i giornalisti, i testimonial e i cantautori vi chiedo di ritornare alle parole della guida inarrivabile di questo Paese, colui che da quasi sessantacinque anni rappresenta il popolo italiano come deputato, Presidente della Camera, Presidente della Repubblica per ben due volte, caso unico nella storia repubblicana, e infine senatore a vita
Ebbene il 13-12-1978 il Presidente emerito, allora capogruppo del PCI alla Camera, fece un discorso memorabile (googlare per credere) che spazza ogni incertezza e disinformazione; la sostanza è che il progetto euro-peo contrasta col benessere dei cittadini italiani, con le loro attività economiche e, infine, con la democrazia.
Quindi rifacendomi a tanta esperienza e saggezza vi chiedo di respingere le proposte di modifica referendaria e di salvaguardare in tal modo quel che resta della Costituzione del '48.
Appena superato questo scoglio mi impegno a mondare la legge fondamentale di una macchia incautamente inserita dai miei predecessori e rispondente alle richieste dei poteri esogeni vituperati dal Presidente emerito: il pareggio di bilancio, vero abominio economico e sintomo di schizofrenia giuridica.
Confidando che queste mie parole non vi gettino nello sconforto ma anzi rasserenino il vostro futuro a cui spero di provvedere a lungo e comunque fino a quando mi vorrete, auguro a tutti voi una buona serata con un film di Stanlio e Ollio.-

  Qui mi sveglio e continua l'incubo...

venerdì 25 novembre 2016

BRUNETTA E FASSINO

  Sono sgomento constatando come persone giovani, intelligenti e attive abbiano deciso di votare SI al referendum.

  Come ci si forma un'opinione? Si confronta la realtà con l'esperienza mediata dalla cultura.

  Come si valuta questo referendum? Si analizza la situazione attuale, la si  raffronta con la proposta e si giudica il risultato. Se per me è negativo e per un altro positivo è nelle premesse che vanno cercate le differenze.

  Premessa a) la Costituzione è vecchia, farraginosa, serve più governance per snellire l'iter legislativo e prendere rapidamente le decisioni necessarie;  siamo in un periodo di crisi, dobbiamo tagliare i costi inutili.

  Premessa b) la Costituzione è la legge principale dello stato, va scritta o modificata con la partecipazione di tutte le parti sociali, non da una minoranza numerica assurta a maggioranza grazie alla legge elettorale; la crisi che viviamo da anni non dipende da vizi personali dei cittadini o impedimenti a governare ma dall'attuazione di un modello economico eterodiretto funzionale ad alcuni e dannoso per altri.

  Le due posizioni sono incompatibili e vanno conosciute.

  La Costituzione è vecchia? Sicuramente è adatta ad un paese diverso dall'attuale; le modifiche miglioreranno la governance? Concentreranno le decisioni, o meglio renderanno le ratifiche alle decisioni esogene più rapide; i risparmi sono esigui, altrove si risparmierebbe di più. Le differenze maggiori riguardano l'origine della crisi: è ormai chiaro che l'euro-pa è asimmetrica, l'egemonia tedesca ha plasmato le regole comunitarie a suo esclusivo vantaggio, resta il sogno degli speranzosi di poter modificare la direzione dei binari col treno in corsa: illusione; i tedeschi non vogliono e le modifiche introducono in Costituzione appunto l'osservanza delle direttive euro-pee. Lo strumento di questa asimmetria, che collide col buon senso, con l'interesse di tutti e con le leggi del mercato, è la moneta unica: troppo leggera per i nordici che ne traggono un vantaggio competitivo e troppo pesante per i mediterranei. Piombo nelle ali.

  Qui dobbiamo approfondire: per comprendere cosa è accaduto e liberarci da voli pindarici per conto terzi bisogna affrontare l'argomento tecnicamente: non basta aver visto una corsa automobilistica per saper guidare l'auto. Una moneta è come un metro, fare un passo di un metro è diverso per Brunetta o Fassino, la distanza è la stessa, le gambe no; non è questione di buona volontà. A nessuno verrebbe in mente di far condurre una portantina ai due citati camminatori.

  Poi ci sono quelli che dall'attuale situazione stanno guadagnando...



   

giovedì 3 novembre 2016

ECONOMIA, SOCIOLOGIA, STORIA

  Leggo accorati interventi a favore dell'immigrazione.

  Il sentimento diffuso è la solidarietà per chi è disagiato.

  Gli estensori mostrano umanitarismo catto-sinistrista: stanno male, siamo parte della stessa umanità, siamo più ricchi di loro, dobbiamo condividere ciò che abbiamo.

  Però manifestano anche qualche lacuna economica, sociologica, storica.

  Cominciamo con l'economia, tutto cominciò con la liberalizzazione della circolazione dei capitali, delle merci e delle persone. Che figata: posso andare a Lisbona per il weekend senza restrizioni! Caspita! Al ritorno la ditta ha chiuso e si è trasferita in Romania; potrei fare l'imbianchino come quando studiavo, per arrotondare, ma un africano imbianca a metà prezzo e non ci campo, d'altronde l'africano è scappato dalla fame conseguente all'esproprio del suo campicello ad opera di una qualche entità economica sovranazionale, magari la stessa che mi dava da lavorare qui...

  Integrare un immigrato fra cento autoctoni volenterosi è semplice, integrarne mille fra centomila diventa un ghetto: la quantità è qualità e qui siamo alla sociologia.


  Se avessimo più memoria o quel giorno fossimo stati in classe ci ricorderemmo dei Goti e di Adrianopoli: le immigrazioni o le gestiamo o ci travolgono; e anche la storia è servita.


  Vi pare drastico?


  Quando non esisteremo più come consesso civile perché incattiviti ci guarderemo in cagnesco odiando chi sta meglio perché sta meglio e chi sta peggio perché ci toglie qualcosa pensate che vorremo ancora aiutare qualcuno?


  Intanto la solita entità economica starà estraendo tutto il valore possibile dal nostro povero lavoro e da quello del povero africano.

mercoledì 2 novembre 2016

LA FUNE IMMAGINARIA

  Immaginate di trovarvi in un bel campo erboso con al centro una pianta isolata, quercia, olmo, pino, faggio o frassino è lo stesso; se avete poca dimestichezza con le piante potete immaginare anche un palo del telefono... poi immaginate di procurarvi una fune che legherete fermamente alla pianta, l'altro capo ve lo legherete in vita, la lunghezza sia tale che non ci siano ostacoli fra voi e la pianta quando la fune sia tesa. Ora cominciate a camminare, il senso, orario o antiorario non conta, percorrerete un tragitto circolare, ma attenzione: ad ogni giro la fune si avvolgerà al tronco, la fune si accorcerà e voi camminerete sempre di meno percorrendo una spirale che si ridurrà progressivamente. Alla fine vi troverete con la fune completamente avvolta e voi aderenti al tronco. Immobilizzati.

   Questa è la politica economica dell'austerità imposta dall'euro-pa: da trent'anni lo stato spende meno di quanto incassa in tasse, questo porta alla morte del Paese.


   Meglio non avere immaginazione o votare NO?


   (Sappiate che la riforma costituzionale proposta sancisce quella politica economica)

venerdì 30 settembre 2016

LA CUCINA ECONOMICA 2

  Frittelle di pesce.

  -Preparare una pastella con 300 g. di farina, 1/2 cubetto di lievito di birra, 1/2 cucchiaino di sale, la metà di zucchero, acqua minerale gassata;
  -Se la somma dei saldi dei tre settori è 0, i singoli settori non possono essere tutti in attivo o passivo, il debito di uno è l'attivo di un altro;
  -mentre la pastella lievita, fate a dadini da 1/2 cm. 500 g. di filetti di pesce a piacere, io ho usato gli sgombri;
  -il fiscal compact impone il pareggio nel bilancio pubblico, quindi questo settore non può avere attivo;
  -incorporate il pesce nella pastella e fatela rilievitare;
  -nel settore privato nessuno può creare nuovo denaro, cioè ricchezza finanziaria, le banche lo fanno ma i prestiti devono rientrare;
  -cuocete in olio di arachide, le frittelle devono avere un diametro di circa 5 cm.;
  -l'unico saldo attivo può essere quello estero, cioè esportazioni maggiori delle importazioni;
  -aggiungete una spolveratina di pepe.
  -per farlo bisogna aumentare la competitività, cioè fare investimenti o abbassare il costo del lavoro.

  Segue alla prossima ricetta...
 

martedì 27 settembre 2016

LA CUCINA ECONOMICA

  Minestra di fave secche.

  -Mettere a bagno per 12 ore 400 g. di favetta;
  -I saldi settoriali sono una rappresentazione della contabilità nazionale;
  -fare un battuto di pancetta, aglio e rosmarino, però se preferite cipolla e
   salvia o altro, de gustibus...
  -sono tre: quello governativo o pubblico, quello privato e quello estero;
  -scaldare il battuto, aggiungere le fave ammollate, scolate e sciacquate;
  -ogni settore ha entrate e uscite, il saldo per settore può essere positivo o
   negativo;
  -coprire d'acqua bollente e cuocere per due ore o per 45 minuti a pressione;
  -per il governativo: tasse e spesa pubblica;
  -aggiustare l'acqua e il sale, se serve una botta di mixer;
  -per il privato, cioè famiglie, aziende e banche: risparmi e investimenti;
  -aggiungere 120 g. di spaghetti spezzati a 2-3 cm;
  -per l'estero: esportazioni e importazioni;
  -mettere nei piatti e lasciare intiepidire;
  -la somma dei saldi dei tre settori è sempre uguale a zero (Wynne Godley);

  Segue alla prossima ricetta...

BATTAGLIA NAVALE

  Stamane in piscina ostentavo il mio costume tricolore della nazionale, indegnamente indossato.

  Il piddino natante mi fa: -italiano eh?- io zitto.

  Più tardi riprendendo fiato gli dico: -vedi, per tutta la vita sono stato lottadiclasseeinternazionalismoproletario, ma oggi l'internazionalismo è della finanza che sta vincendo la lotta di classe quindi l'unica difesa per tipi come noi è la salvaguardia della sovranità nazionale e della Costituzione.

  Il mio costume è un segno di protesta-.

  Lui: -c'hai ragione-.

  Colpito e affondato.

giovedì 18 agosto 2016

LA FEDE

   La fede è una buona cosa, l'umanità l'ha sempre avuta quindi è naturale così.

   La fede unisce i fedeli in una comunità che osserva una legge superiore, non come quelle umane che nascono fra disagi, dissapori, dissidi.

   La fede indica ad ognuno la strada già aperta, quella ricevuta dai saggi del passato ed accettata acriticamente.

   La fede supera la ragione perché dà certezze, non serve porsi domande, se lo si fa non si è buoni fedeli ma si passa fra gli eretici; una volta li bruciavano, oggi nella cultura dello spettacolo, vengono seppelliti vivi... nel silenzio dell'oblio.

   La fede forgia le coscienze dall'interno: se si ha qualche dubbio davanti alla legge superiore, ci si sente incompleti ed impuri, si espia colla penitenza, coll'obbedienza, coll'omologazione.


   La fede è il modo migliore per avere il popolo docile o feroce secondo i bisogni.


   La fede è una gran cosa.


   Chiunque comandi lo sa.

lunedì 15 agosto 2016

∑

  I 5* non sono un movimento ma una sommatoria.

  Ho avuto a che fare con tre tipi di militanti, ma forse ce n'è di più: gli studiosi, i moralisti e i religiosi.

  Coi primi mi ci trovo, diamo più o meno le stesse risposte alle questioni, coi moralisti mi ci incazzo, io chiamo a quadri e loro rispondono a fiori, coi religiosi non c'è dialogo.

   I 5* ambiscono ad essere gli interpreti del cambiamento virtuoso di questo paese e sono ubiquitari ma poiché io non riuscirò mai mandare affanculo i loro moralisti e religiosi prego gli studiosi di farlo loro (ma forse già lo stanno facendo...).

  Al di là delle battute: è impossibile qualificare un grillino solo come grillino.