In gioventù mi dilettai di fotografia, con una reflex corredata di un 28, un 58 e un 135 immortalai persone e cose, senza passare alla storia. Di un obiettivo non ho mai sentito il bisogno: il macro. Sarà che il significato di cose ed emozioni l'ho sempre cercato su distanze ampie.
Ancora oggi sono infastidito dalla scarsa attenzione che i miei concittadini prestano alla visione d'insieme, panoramica. Quella che ti fa vedere la relazione fra cose lontane nello spazio o, fuori dalla metafora, nel tempo.
E così si infervorano per i vizietti berlusconiani, per l'improntitudine del razzi di turno, per Vermicino, i babypensionati, gli evasori fiscali, gli omofobi, gli asili lager, i dipendenti pubblici, i razzetti di Hamas, l'inglese renziano...
C'è sempre qualche particolare che attrae l'attenzione, che scarica rabbia e frustrazione; basterà rinnovare il parafulmine regolarmente e loro azzereranno il loro potenziale dirompente senza danni per il fabbricato! E qual'è il fabbricato?
Il più grosso trasferimento di risorse, benessere e diritti dalla base votante al vertice insindacabile.
Coglioni, compratevi un grandangolo!
Una vecchia canzone di De André chiedeva: -com'è che non riesci più a volare.- il suo protagonista si era spento nell'abitudine della quotidianità.
venerdì 1 agosto 2014
martedì 22 luglio 2014
Dio lo vuole.
M'è capitato di vedere un filmato in cui c'era un gruppo di israeliani ortodossi, presumibilmente coloni, che esultavano insieme a una pattuglia di militari fra camionette e fucili. La situazione mi è parsa quella del ritorno dei guerrieri da una missione riuscita. Immagino che dall'altra parte i comportamenti siano più o meno gli stessi: festeggiamenti per la procurata morte del nemico. Che crede nello stesso dio, che vive sulla stessa terra, che segue profeti diversi.
Dopo cent'anni di escalation, da un'iniziale convivenza, minoritaria da una parte ospitale dall'altra, siamo arrivati al continuo tentativo di eliminare fisicamente il contendente. Certo è fastidioso farsi case con annesso rifugio antimissile come è drammatico vivere sotto tetti di catapecchia quando la risposta a quei razzi è l'operato del più potente e tecnologico esercito del medio oriente. Il tutto perché l'ha detto dio in un libro di 3000 anni fa e l'ha ribadito, tramite altra voce, 14 secoli fa.
Non so come finirà, ma so che ci stanno dando un ottimo motivo per essere atei.
Dopo cent'anni di escalation, da un'iniziale convivenza, minoritaria da una parte ospitale dall'altra, siamo arrivati al continuo tentativo di eliminare fisicamente il contendente. Certo è fastidioso farsi case con annesso rifugio antimissile come è drammatico vivere sotto tetti di catapecchia quando la risposta a quei razzi è l'operato del più potente e tecnologico esercito del medio oriente. Il tutto perché l'ha detto dio in un libro di 3000 anni fa e l'ha ribadito, tramite altra voce, 14 secoli fa.
Non so come finirà, ma so che ci stanno dando un ottimo motivo per essere atei.
sabato 26 aprile 2014
NAUSEA
Mi sento di sinistra, forse un po' eretico, da quasi due decenni continuo a domandarmi come mai non sono mai stato perfettamente soddisfatto dell'"offerta politica": c'era sempre una nota stonata.
Poi ho capito: non ero io quello strano, era l'offerta inadeguata.
Puoi propugnare la rivoluzione proletaria se il tuo obiettivo è radicale e lo pratichi radicalmente, non se ti limiti ad essere una porta di contenimento a sinistra per quelli più mosci di te.
Puoi essere l'ideale erede dei più grande partito comunista occidentale e perseguire una politica cauta e ponderata a favore della massa dei tuoi elettori, ma non se ti acconci ad essere la ruota di scorta di un programma antipopolare e filocapitalista.
Oggi, dopo aver sempre saputo che il rapinatore è il capitalismo, ma aver capito da poco che la sua arma è l'euro, ed essere giunto alla conclusione che la prima mossa dovrebbe essere disarmare il nemico, mi ritrovo con le variegate sinistre nazionali che vorrebbero il rapinatore più urbano, che mettesse un limite massimo alla rapina e a questo scopo i rapinati dovrebbero emettere, riuniti, un comunicato di protesta (vibrata se radicali).
So che altri la pensano come me, se non ci danno spazio sono distratti o traditori?
E io se li mando a cagare sono eretico?
Poi ho capito: non ero io quello strano, era l'offerta inadeguata.
Puoi propugnare la rivoluzione proletaria se il tuo obiettivo è radicale e lo pratichi radicalmente, non se ti limiti ad essere una porta di contenimento a sinistra per quelli più mosci di te.
Puoi essere l'ideale erede dei più grande partito comunista occidentale e perseguire una politica cauta e ponderata a favore della massa dei tuoi elettori, ma non se ti acconci ad essere la ruota di scorta di un programma antipopolare e filocapitalista.
Oggi, dopo aver sempre saputo che il rapinatore è il capitalismo, ma aver capito da poco che la sua arma è l'euro, ed essere giunto alla conclusione che la prima mossa dovrebbe essere disarmare il nemico, mi ritrovo con le variegate sinistre nazionali che vorrebbero il rapinatore più urbano, che mettesse un limite massimo alla rapina e a questo scopo i rapinati dovrebbero emettere, riuniti, un comunicato di protesta (vibrata se radicali).
So che altri la pensano come me, se non ci danno spazio sono distratti o traditori?
E io se li mando a cagare sono eretico?
sabato 29 marzo 2014
QUANDO I COMICI FANNO POLITICA (NO, NON E' GRILLO)
Alcuni sanno che sono circa tre anni che, col suo intervento su Sbilanciamoci, un oscuro professore cerca di diffondere l'idea che l'euro produca problemi ai paesi periferici dell'Eurozona e vantaggi ai paesi centrali. Ieri sera Crozza, col suo stile pittoresco ha riesumato il discorso di Napolitano alla Camera nel 1978, discorso riprodotto ne "Il tramonto dell'euro" del professor Bagnai, dove l'allora capogruppo del PCI esprimeva le sue obiezioni all'introduzione del vincolo di cambio fra i paesi dell'unione europea, il cosiddetto SME o serpentone, sostanzialmente per le stesse ragioni.
Che una banale verità venga esposta in prima serata da un comico essenzialmente allineato col PD (che sfotta Renzi è un tecnica da buffone di corte, basta non mostrare alternative al consenziente re di turno) significa che non può più essere nascosta: il rischio che una miriade di elettori scontenti si rivolga ad altri lidi è troppo forte; concorrenti principali: l'infido 5*, l'utile lista Tsipras, la trottola Lega e l'infame FdI. Senza contare la francese LePen che ha talmente imbroccato la via giusta che persino Bertinotti ne deve convenire.
Che tali considerazioni siano state sin qui ignorate o derise e, da ultimo, confutate solo perché sostenute da una esigua minoranza eretica senza ambizioni partitiche ma intransigente e informata e che ora ci se n'accorga solo sulla spinta di un'opinione montante benché confusa è il segno della miopia di una sinistra che rimuove i problemi di cui ha dimenticato la soluzione.
Il PD ha la responsabilità maggiore di tutto ciò, l'aver considerato la sua sinistra un deserto-cuscinetto e la sua destra un universo parallelo lo ha confinato in una mediocrità che, se presa come programma di governo, sta distruggendo la sua base elettorale.
Come ne uscirà? Dicendo che ce lo chiede non più l'Europa ma Obama?
Che una banale verità venga esposta in prima serata da un comico essenzialmente allineato col PD (che sfotta Renzi è un tecnica da buffone di corte, basta non mostrare alternative al consenziente re di turno) significa che non può più essere nascosta: il rischio che una miriade di elettori scontenti si rivolga ad altri lidi è troppo forte; concorrenti principali: l'infido 5*, l'utile lista Tsipras, la trottola Lega e l'infame FdI. Senza contare la francese LePen che ha talmente imbroccato la via giusta che persino Bertinotti ne deve convenire.
Che tali considerazioni siano state sin qui ignorate o derise e, da ultimo, confutate solo perché sostenute da una esigua minoranza eretica senza ambizioni partitiche ma intransigente e informata e che ora ci se n'accorga solo sulla spinta di un'opinione montante benché confusa è il segno della miopia di una sinistra che rimuove i problemi di cui ha dimenticato la soluzione.
Il PD ha la responsabilità maggiore di tutto ciò, l'aver considerato la sua sinistra un deserto-cuscinetto e la sua destra un universo parallelo lo ha confinato in una mediocrità che, se presa come programma di governo, sta distruggendo la sua base elettorale.
Come ne uscirà? Dicendo che ce lo chiede non più l'Europa ma Obama?
mercoledì 19 marzo 2014
TOM JOAD
Nel congedarsi dalla madre per sottrarsi alla legge, dopo un viaggio sfibrante, scacciati da una terra non più loro, alla ricerca di un futuro migliore, promette:
"... io ci sarò sempre, nascosto e dappertutto... dove c'è qualcuno che lotta per dare da mangiare a chi ha fame... dove c'è uno sbirro che picchia qualcuno... sarò negli urli di quelli che si ribellano... e nelle risate dei bambini quando hanno fame e sanno che la minestra è pronta. E quando la nostra gente mangerà le cose che ha coltivato e vivrà nelle case che ha costruito..." (Furore, Steinbeck).
Questa è la condizione dei diseredati della grande depressione del '29, questo è l'ideale degli euroliberisti di oggi: uno stato di bisogno annichilente che plasmi l'umanità nella sua forma più grezza: una massa di proletari senza forma e progetto prona ai bisogni del capitale.
Allora se ne uscì col terrore che Marx attecchisse fuori dalla Russia, col buonsenso dei riformisti, con l'attuazione dello stato sociale, con la regolamentazione della finanza e... con una guerra.
E oggi? Abbiamo inventato qualche millennio fa la scrittura per non dimenticare, quindi non sono i mezzi che mancano.
Credo che la prossima rivoluzione sarà quella della comunicazione: far giungere la storia ovunque; se poi non starà bene all'1% che ora informa, beh, non si può essere simpatico a tutti!
"... io ci sarò sempre, nascosto e dappertutto... dove c'è qualcuno che lotta per dare da mangiare a chi ha fame... dove c'è uno sbirro che picchia qualcuno... sarò negli urli di quelli che si ribellano... e nelle risate dei bambini quando hanno fame e sanno che la minestra è pronta. E quando la nostra gente mangerà le cose che ha coltivato e vivrà nelle case che ha costruito..." (Furore, Steinbeck).
Questa è la condizione dei diseredati della grande depressione del '29, questo è l'ideale degli euroliberisti di oggi: uno stato di bisogno annichilente che plasmi l'umanità nella sua forma più grezza: una massa di proletari senza forma e progetto prona ai bisogni del capitale.
Allora se ne uscì col terrore che Marx attecchisse fuori dalla Russia, col buonsenso dei riformisti, con l'attuazione dello stato sociale, con la regolamentazione della finanza e... con una guerra.
E oggi? Abbiamo inventato qualche millennio fa la scrittura per non dimenticare, quindi non sono i mezzi che mancano.
Credo che la prossima rivoluzione sarà quella della comunicazione: far giungere la storia ovunque; se poi non starà bene all'1% che ora informa, beh, non si può essere simpatico a tutti!
sabato 15 marzo 2014
RELIGIONI
Non voglio fare il solito veteroilluminista ma quel che si butta dalla porta rientra dalla finestra.
Viviamo in una società consumista, chi può e chi vorrebbe; edonista, che promette felicità mercantili che non mantiene; libertaria, che si scanna per diritti cosmetici che sarebbero indiscutibili in qualsiasi paese civile, superati lievi ostacoli come disoccupazione, povertà e fame; abbiamo una miriade di canali televisivi che sono cloache di disinformazione; una pletora di partiti che non progettano ma occupano, e chi non ci sta viene smobilitato; l'etica e la morale sono optional relegati alle pagine culturali; la religione si nutre di simboli, sogni e immagini pubblicitarie, ma siamo intelligentemente scettici e ormai anche qui vige il faidaté.
La potente macchina del consenso che uniformava pensieri ed azioni dei succubi ha cambiato macchinista: siamo passati da una vita grama ma con un paradiso nel futuro ad una vita grama ma una ripresa economica nel futuro.
Mi spiego solo con questa pervicace credulità nell'incredibile l'acquiescenza dei miei concittadini verso un sistema economico che ha fatto della loro spoliazione il fine ultimo.
Anche penitenziagite è troppo: penitenza e basta!
Viviamo in una società consumista, chi può e chi vorrebbe; edonista, che promette felicità mercantili che non mantiene; libertaria, che si scanna per diritti cosmetici che sarebbero indiscutibili in qualsiasi paese civile, superati lievi ostacoli come disoccupazione, povertà e fame; abbiamo una miriade di canali televisivi che sono cloache di disinformazione; una pletora di partiti che non progettano ma occupano, e chi non ci sta viene smobilitato; l'etica e la morale sono optional relegati alle pagine culturali; la religione si nutre di simboli, sogni e immagini pubblicitarie, ma siamo intelligentemente scettici e ormai anche qui vige il faidaté.
La potente macchina del consenso che uniformava pensieri ed azioni dei succubi ha cambiato macchinista: siamo passati da una vita grama ma con un paradiso nel futuro ad una vita grama ma una ripresa economica nel futuro.
Mi spiego solo con questa pervicace credulità nell'incredibile l'acquiescenza dei miei concittadini verso un sistema economico che ha fatto della loro spoliazione il fine ultimo.
Anche penitenziagite è troppo: penitenza e basta!
venerdì 28 febbraio 2014
ORIENTARSI
Ma l'euro è di destra o di sinistra?
Intanto favorisce il capitale e penalizza il lavoro (fin qui penso che le persone ragionevoli possano concordare).
Allora chi vuole la fine dell'euro è di destra o di sinistra?
Qui le cose si complicano perché i critici possono collocarsi a dx o a sin; la discriminante è un'altra: chi detiene il potere oggi, in Eurozona, è pervicacemente euroliberista, pertanto chi è al governo, o spera di potervi essere associato, non può che essere favorevole all'euro (l'asino si attacca dove vuole il padrone).
Quelli contro o pensano di avvantaggiarsi elettoralmente dal malcontento generale o hanno un orizzonte diverso: tendono al socialismo, che è incompatibile col liberismo, cioè con l'euro.
Intanto favorisce il capitale e penalizza il lavoro (fin qui penso che le persone ragionevoli possano concordare).
Allora chi vuole la fine dell'euro è di destra o di sinistra?
Qui le cose si complicano perché i critici possono collocarsi a dx o a sin; la discriminante è un'altra: chi detiene il potere oggi, in Eurozona, è pervicacemente euroliberista, pertanto chi è al governo, o spera di potervi essere associato, non può che essere favorevole all'euro (l'asino si attacca dove vuole il padrone).
Quelli contro o pensano di avvantaggiarsi elettoralmente dal malcontento generale o hanno un orizzonte diverso: tendono al socialismo, che è incompatibile col liberismo, cioè con l'euro.
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