domenica 18 gennaio 2015

DELFINI SPIAGGIATI

  Tutti a scuola abbiamo studiato Archimede e Newton anche se oggi pochi ne ricordano gli enunciati, nessuno però si getterebbe in mare con ai piedi dei pattini a rotelle: i princìpi coincidono con l'esperienza.

  Ora immaginiamo  di essere un gruppo di delfini che nuotano liberi e leggeri in mare aperto, improvvisamente un accidente imprevisto stravolge la nostra volontà e ci spinge sulla battigia dove una forza tremenda ci schiaccia pancia a terra.

  I Paesi dell'Europa meridionale sono come quei delfini, schiacciati da forze governate da leggi che ignorano, mentre chi ben le conosce sta banchettando con le loro carcasse immobilizzate.

  Chi si trovasse oggi a Radicondoli, alle 18 al Teatro dei Risorti, potrà vedere un film inchiesta su quanto accade in Grecia, il più malmesso di quei delfini, e potrà avere un'idea di quali forze e leggi economiche la stanno spolpando.

  Sapere è meglio che sognare.

giovedì 8 gennaio 2015

VITTIME

  Dodici, senza immediate colpe.

  Ho già vissuto la maggior parte della mia vita e di morti ne ho visti tanti, tutti ingiustificabili, ma qualcuno di più: quelli assassinati. Ci sono i morti causati da uno scoppio d'ira, che se passano sui mass media si arricchiscono di significati. Quelli dovuti a incidenti o malattie delle persone comuni: imprevedibili, uno per uno, ma statisticamente illuminanti (quanti ricchi cadono dai ponteggi o muoiono di dissenteria?).

  Poi ci sono gli assassinati, ora altri dodici che si aggiungono alla lunga lista della carne da macello. Siano alla spicciolata, a gruppi o a moltitudini, questi appartengono ad un'altra categoria: sono vittime per volontà di qualcuno. È questo lo scandalo: che si possa volere la morte dei cospecifici per "motivi superiori".

  Quali sono i motivi? Che passò per la mente dell'assassino che pianificò Piazza Fontana? O Piazza della Loggia? O la stazione di Bologna? Tutti obbrobri di cui si conosce tutto tranne i mandanti? Beh, io mi ricordo tutto, ricordo lo sgomento e i depistaggi, le bocche mute e le parole pilotate. Parlando dei mandanti Pasolini disse: -Io so.- senza avere le prove, che nessuno riusci a produrre.

  Dopo aver vissuto la maggior parte della mia vita posso ricordare il prima, il durante e il dopo; capire cosa è cambiato e a favore di chi; individuare chi ha guadagnato e chi ha perso da una liquidazione singola o collettiva , l'avvantaggiato è il colpevole? Ho tanti indizi ma niente prove. Il terrore può essere realizzato in prima persona, può essere demandato a un corpo separato, può essere favorito tollerando gruppi eversivi, può essere agevolato non bloccando i responsabili prima dell'azione, può essere sbandierato intercettando gli esecutori all'ultimo minuto, può essere soffocato prevenendo in silenzio l'opera omicida.

  Che libertà d'azione! Sempre e comunque al fine di "nutrire" l'opinione pubblica per orientarla in vista degli interessi di chi ha ovviamente i mezzi d'orientamento.

  Per questo non guardo i TG, la melassa che maschera l'odore della morte non mi attrae. A che scopo chiedermi se l'azione della presunta cellula islamica favorirà l'ascesa della destra xenofoba, se darà al governo i mezzi straordinari per soffocare qualsiasi dissenso, anche quello della destra, se è un monito per orientare la politica estera del governo, se serve a disgregare la coesione sociale oppure a distrarre il pubblico in vista d'altro. È un gioco degli specchi, le immagini si riflettono all'infinito.

  Cosa accadrebbe se i governanti dicessero chiaramente ai loro elettori, una categoria mal tollerata oggi, quali sono i termini delle questioni? Se favorissero un dibattito trasparente sulle varie opzioni che ogni popolo ha davanti? Se accettassero di pagare per le loro scelte dissennate?

  La lista dei morti è il tributo che l'umanità paga alla sua scarsa memoria e all'avidità del potere, dopo venti o quarant'anni  le cose diventano chiare anche a chi non c'era e intanto chi ne ha i mezzi fa i suoi interessi a spese degli smemorati e degli ingenui. Sono ingenuo?

  Meglio ingenuo che complice.

sabato 20 dicembre 2014

MO VENE NATALE

  I politici lo sanno benissimo che siamo su un titanic con la carena squarciata. Ma continuano a coltivare l'infame menzogna di una crisi in via di soluzione grazie alle riforme; chi è più anziano ricorderà il periodo dei "necessari sacrifici" in vista di un'età dell'oro futura...

  Le previsioni diffuse parlano tutte di un miglioramento per l'anno prossimo... da otto anni. Ma i dati finali, anno per anno sono sempre peggiori.

  Ma allora se lo sanno perché insistono? Cecità, infingardia, collusione, avidità? Così non fanno che alimentare il risentimento dei loro elettori, ma per questo hanno messo a punto sistemi di informazione omologati per ogni canale mainstream (una esigua minoranza di cittadini si informa sulla carta stampata, riconducibile direttamente o surrettiziamente al potere finanziario, ed è convinta di abbeverarsi alla verità, altri si giovano dei talk show e scambiano il chiacchiericcio predigerito di personaggi con autore in contraddittorio e i TG non sono che veline spesso splatter a fini di distrazione) e sistemi elettorali di rara improntitudine atti a dare alla minoranza poteri plebiscitari, alimentando in tal modo il circolo vizioso dell'inganno.

  Nel frattempo non c'è chi non veda che la situazione di famiglie ed aziende va peggiorando, ma un motivo c'è: i consumi vanno ridotti e le tasse aumentate per poter drenare denaro da restituire ai creditori incauti che hanno approfittato della moneta unica per dare soldi anche a chi non dava garanzie reali sufficienti. Ora il sistema creditizio internazionale sta recuperando, ma stanno strangolando l'economia reale. Bell'affare...

  Che fanno i sullodati politici? Aspettano che qualcuno, magari all'estero, gli cavi le castagne dal fuoco? Che Spagna e Grecia, che stanno molto peggio di noi, si ribellino ad un sistema economico sciocco ed avido? Per ora fanno melina e ostentano sorrisi a tutta dentiera.

  Domani è un altro giorno, intanto passiamo natale...

lunedì 15 dicembre 2014

US€

  Gli USA sono arrivati ad essere una nazione dopo tre secoli e mezzo di immigrazione di genti diverse autosradicatesi dall'Europa e quindi alla ricerca di un comune riconoscimento attraverso il raggiungimento del successo economico. Poi la guerra civile ha cristallizzato la scala dei valori: finanza, industria, commercio, agricoltura... e i nativi; da allora questo è l'archetipo, gli altri si adeguino.

  Temo che qualcuno abbia pensato che dopo la II GM l'Europa fosse pronta a fare altrettanto.

  Ma c'è un problema: noi non siamo emigrati da paesi patrigni (per ora), non cerchiamo l'altrui riconoscimento attraverso il capitalismo predatorio (per ora), vediamo la dimensione continentale come una vicinanza non come un modello unificato (per ora).

  È evidente lo sforzo che le élite stanno facendo per screditare l'appartenenza nazionale, per cancellare quel po' di socialismo sedimentato nelle istituzioni nazionali, per darci un feticcio sovranazionale da adottare.

  Vorrei eliminare quei minacciosi "per ora"...

sabato 13 dicembre 2014

CI HANNO FREGATO, QUANTI L'HAN CAPITO?

  Abbiamo perso la guerra.

  L'unica dignità conservata la dobbiamo a chi ha combattuto contro il fascismo E per un Paese democratico.
Ma eravamo al di qua della riga tracciata a Yalta.

  Quella dignità ci ha concesso di strappare condizioni migliori di altri, e un grande partito di sinistra (d'ora in poi, gps) incarnava quegli ideali.

  Ma gli ideali vanno verificati e temprati nel fuoco della lotta, che andava affievolendosi per spegnersi del tutto.

  Restavano gli epigoni coi santini in bacheca e la convinzione che era meglio sventolare qualcosa (libertà sessuale, femminismo, ambientalismo, ecc.) non potendo ottenere il potere vero, quello economico.

  Nel frattempo il gps subiva il bastone e la carota: bombe contro, fisicamente e ideologicamente, la sua gente e posti aurei per i suoi rampolli; mano libera nelle regioni rosse per riprodurre lo stesso modello economico dei burattinai solo un po' più piacione.

  Tramite mani pulite il vero potere fece tabula rasa di quelli che promossero il boom postbellico, cedendo in franchising il nuovo sogno, l'Europa unita, al gps salvato, non per merito ma per mutuo accordo, dallo tsunami.

  Intanto l'€urozona cominciava ad accentrare diritti e direttive, ma in compenso si poteva dire di essere gay...

  Ora la situazione è chiaramente disperata, il gps non ce la fa più a mettere pezze sorridenti, quel che resta dello stato: apparati, cordate e camarille secondo il mainstream, va sciacquonato via lasciando il campo libero alle meravigliose leggi del mercato globale.

  Ma lo Stato non è Renzi coi suoi boys e ballerine, non è il mondo di mezzo, non TAV, MOSE, Expo.
È chi va al lavoro ogni mattina per sempre meno, chi lo cerca e non lo trova, chi vorrebbe una famiglia e non può, chi da pensionato mantiene i figli, chi insegna nelle scuole, chi lavora per la nostra salute, chi tiene in moto la macchina amministrativa.
 
Chi ha capito dov'è la fregatura e cerca di spiegarlo.

sabato 4 ottobre 2014

IL FUTURO DEL MAIALE

  Prima c'era il maiale.

  Poi venne il norcino e con la sua sapienza, e almeno un coltello, lo trasformò in una varietà stupefacente di salumi: pancette, salsicce, buristi, prosciutti, capocolli, salami...

  Ora ne possiamo fare merende con gli amici; li possiamo (dobbiamo) dividere col padrone, magari a noi i buristi e a lui i prosciutti; li tesaurizziamo come provviste per un anno; possiamo utilizzarli per una cena golosa con l'aiuto di uno chef capace; li possiamo scambiare con ciò che ci manca e via, coi bisogni e la fantasia.

  Sicuramente non chiederemo al norcino che farne...

sabato 20 settembre 2014

SCOZZESI, VENETI, CATALANI.

  Lo stato nazionale se la passa male: le spinte centrifughe si moltiplicano. Perché?

  Un'ipotesi ce l'ho; lo stato nazionale è l'ambito dove gli interessi di un popolo trovano mediazione o compensazione, dove le diverse esigenze, rappresentate da organizzazioni istituzionalizzate, i partiti, trovano una risposta accettabile a tutti nei luoghi a ciò deputati, i parlamenti.

  Ma se le organizzazioni istituzionalizzate non rispondono più agli elettori ma ad esigenze superiori ed esterne, se i lavori parlamentari si occupano di faccende irrilevanti o deleterie ai fini del bene pubblico, se chi guida le danze segue una musica che non esce dalle urne il popolo che fa?

  Spera che riducendo il perimetro dei rappresentati ad una cerchia più omogenea (gli scozzesi, i veneti, i catalani) i suoi interessi saranno meglio salvaguardati.

  In pratica la globalizzazione economica sta portando alla frammentazione statale.

  Tutto ciò è quindi una scorciatoia che rinuncia all'utilizzo degli strumenti democratici codificati nella prassi e nelle costituzioni, che ancora nominalmente esistono, ma che sono incompatibili con gli interessi "superiori ed esterni".

  Della serie: -Ce lo chiede l'Europa? E noi vogliamo le contee.-

  Il grande capitale sovranazionale ringrazia...