venerdì 30 settembre 2016

LA CUCINA ECONOMICA 2

  Frittelle di pesce.

  -Preparare una pastella con 300 g. di farina, 1/2 cubetto di lievito di birra, 1/2 cucchiaino di sale, la metà di zucchero, acqua minerale gassata;
  -Se la somma dei saldi dei tre settori è 0, i singoli settori non possono essere tutti in attivo o passivo, il debito di uno è l'attivo di un altro;
  -mentre la pastella lievita, fate a dadini da 1/2 cm. 500 g. di filetti di pesce a piacere, io ho usato gli sgombri;
  -il fiscal compact impone il pareggio nel bilancio pubblico, quindi questo settore non può avere attivo;
  -incorporate il pesce nella pastella e fatela rilievitare;
  -nel settore privato nessuno può creare nuovo denaro, cioè ricchezza finanziaria, le banche lo fanno ma i prestiti devono rientrare;
  -cuocete in olio di arachide, le frittelle devono avere un diametro di circa 5 cm.;
  -l'unico saldo attivo può essere quello estero, cioè esportazioni maggiori delle importazioni;
  -aggiungete una spolveratina di pepe.
  -per farlo bisogna aumentare la competitività, cioè fare investimenti o abbassare il costo del lavoro.

  Segue alla prossima ricetta...
 

martedì 27 settembre 2016

LA CUCINA ECONOMICA

  Minestra di fave secche.

  -Mettere a bagno per 12 ore 400 g. di favetta;
  -I saldi settoriali sono una rappresentazione della contabilità nazionale;
  -fare un battuto di pancetta, aglio e rosmarino, però se preferite cipolla e
   salvia o altro, de gustibus...
  -sono tre: quello governativo o pubblico, quello privato e quello estero;
  -scaldare il battuto, aggiungere le fave ammollate, scolate e sciacquate;
  -ogni settore ha entrate e uscite, il saldo per settore può essere positivo o
   negativo;
  -coprire d'acqua bollente e cuocere per due ore o per 45 minuti a pressione;
  -per il governativo: tasse e spesa pubblica;
  -aggiustare l'acqua e il sale, se serve una botta di mixer;
  -per il privato, cioè famiglie, aziende e banche: risparmi e investimenti;
  -aggiungere 120 g. di spaghetti spezzati a 2-3 cm;
  -per l'estero: esportazioni e importazioni;
  -mettere nei piatti e lasciare intiepidire;
  -la somma dei saldi dei tre settori è sempre uguale a zero (Wynne Godley);

  Segue alla prossima ricetta...

BATTAGLIA NAVALE

  Stamane in piscina ostentavo il mio costume tricolore della nazionale, indegnamente indossato.

  Il piddino natante mi fa: -italiano eh?- io zitto.

  Più tardi riprendendo fiato gli dico: -vedi, per tutta la vita sono stato lottadiclasseeinternazionalismoproletario, ma oggi l'internazionalismo è della finanza che sta vincendo la lotta di classe quindi l'unica difesa per tipi come noi è la salvaguardia della sovranità nazionale e della Costituzione.

  Il mio costume è un segno di protesta-.

  Lui: -c'hai ragione-.

  Colpito e affondato.

giovedì 18 agosto 2016

LA FEDE

   La fede è una buona cosa, l'umanità l'ha sempre avuta quindi è naturale così.

   La fede unisce i fedeli in una comunità che osserva una legge superiore, non come quelle umane che nascono fra disagi, dissapori, dissidi.

   La fede indica ad ognuno la strada già aperta, quella ricevuta dai saggi del passato ed accettata acriticamente.

   La fede supera la ragione perché dà certezze, non serve porsi domande, se lo si fa non si è buoni fedeli ma si passa fra gli eretici; una volta li bruciavano, oggi nella cultura dello spettacolo, vengono seppelliti vivi... nel silenzio dell'oblio.

   La fede forgia le coscienze dall'interno: se si ha qualche dubbio davanti alla legge superiore, ci si sente incompleti ed impuri, si espia colla penitenza, coll'obbedienza, coll'omologazione.


   La fede è il modo migliore per avere il popolo docile o feroce secondo i bisogni.


   La fede è una gran cosa.


   Chiunque comandi lo sa.

lunedì 15 agosto 2016

∑

  I 5* non sono un movimento ma una sommatoria.

  Ho avuto a che fare con tre tipi di militanti, ma forse ce n'è di più: gli studiosi, i moralisti e i religiosi.

  Coi primi mi ci trovo, diamo più o meno le stesse risposte alle questioni, coi moralisti mi ci incazzo, io chiamo a quadri e loro rispondono a fiori, coi religiosi non c'è dialogo.

   I 5* ambiscono ad essere gli interpreti del cambiamento virtuoso di questo paese e sono ubiquitari ma poiché io non riuscirò mai mandare affanculo i loro moralisti e religiosi prego gli studiosi di farlo loro (ma forse già lo stanno facendo...).

  Al di là delle battute: è impossibile qualificare un grillino solo come grillino.

domenica 14 agosto 2016

POLEMICHE FERRAGOSTANE

 https://www.facebook.com/mario.fiorentino.58/posts/10207236998828101

  Lettera aperta ai grillini sintonizzati.

   Vi prego, vi imploro, studiate! Lasciate perdere le cazzate tipo casta, tagli e onestà. Un ignorante onesto fa gli stessi danni di uno furbo, anzi forse di più perché il furbo è anche scaltro.

   Andate alla radice del problema: chiunque governi secondo le regole dei trattati euro-pei non può che far fallire l'Italia, perché i trattati sono fatti per questo.

   Prima di scagliarvi contro chi vi critica cercate di capire le critiche, che non sono rivolte a voi in quanto militanti ma a chi al vostro interno le cose le sa e non ve le dice.

   Se poi non le sa è anche peggio!


 https://www.facebook.com/mario.fiorentino.58/posts/10207237608683347

   Stamane due chiacchiere con un PDino doc.
   Sa di sapere.
   Non sa cosa fare.

   Annaspare.


 https://www.facebook.com/mario.fiorentino.58/posts/10207238306300787

   Quindi il premier in pectore Di Maio fa il giro delle sette chiese per farsi un selfie coi sette sacrestani rassicurando i sette curati mentre pratica la doppiezza togliattiana. Il migliore si trovò ad essere keynesiano (magari non volendolo).
Speriamo anche Di Maio.

   Intanto Di Battista fa il poliziotto buono.


 https://www.facebook.com/mario.fiorentino.58/posts/10207245884450236

  Che senso ha infierire contro chi è già stato condannato dalla Storia?
Semmai possiamo osservarne il percorso per individuarne i passi falsi. Nel caso dei partiti al governo negli ultimi decenni la colpa maggiore è stata la doppiezza: proclamare una cosa e farne un'altra pensando che "il popolo non avrebbe capito" cioè ingabbiarci nella moneta unica conoscendone i pericoli ma celandoli.

   Lo stesso limite vedo nell'astro nascente: posizioni ambigue, dichiarazioni discordanti, "relazioni pericolose", doppio binario fra base e vertice.
Mi ricorda il vecchio PCI: rivoluzionario a parole e keynesiano nei fatti.

   Vedremo se 5* sarà conformista a parole e keynesiano in pratica (come pare voglia la base).


 https://www.facebook.com/mario.fiorentino.58/posts/10207246515546013
 
  Nel III secolo a.C. Eratostene misurò il raggio terrestre con grande precisione ma l'opinione che la terra fosse piatta sopravvisse a lungo.

   Nel 1961 Robert Mundell elaborò la teoria delle aree valutarie ottimali che gli valse il Nobel nel 1999. In base a tale studio l'euro-pa non è un'area valutaria ottimale, però l'euro l'hanno fatto lo stesso e ora, sulla nostra pelle, stiamo sperimentando che non funziona.

   Non vorrei che in base al principio che tutte le opinioni sono legittime oggi ancora crediate che l'euro sia una buona cosa, potreste cascare nel vuoto appena usciti dallo stretto di Gibilterra...

martedì 2 agosto 2016

UN ALTRO DUE D'AGOSTO

  Il due d'agosto di trentasei anni fa morivano ottantacinque innocenti e il sistema nervoso della politica italiana.

  Il PCI, che col suo impianto moderato aveva contribuito alla realizzazione del sistema economico keynesiano sancito dalla Costituzione, rimaneva come semplice simulacro.
 
  La devitalizzazione fu fatta col tritolo.
 
  Alcuni nervetti periferici continuarono a fibrillare ancora per un po' poi anche loro rimasero inerti, figurine caparbie e patetiche di un mondo che fu e che non riuscì a rinnovarsi, restò anche una massa di cittadini senza rappresentanza, incapaci, senza un centro di elaborazione dei fatti, di individuare non solo l'antagonista ma anche i parametri per valutarlo.
 
  Se non si capiscono le cause e le conseguenze di quella morte politica anche tutte quelle che sono seguite, suicidi per disperazione o vergogna, restano fatti di cronaca, spesso silenziati, senza spessore politico.
 
  Sarebbe ora di uscire dalle commemorazioni smemorate o strabiche per valutare cosa è cambiato in questi trentasei anni, chi ha guadagnato e chi perso.
 
  Magari ci si troverebbe più d'accordo con un vecchio arnese della prima repubblica che con un PDino lustro e plastificato. Basterebbe allontanarsi dal contingente, cancellare il chiacchiericcio, dimenticare le usate categorie.
 
  Dobbiamo ritornare nel vecchio "arco costituzionale" e da li scoprire, con chi ha memoria e coraggio, che la Costituzione è la carta della nostra libertà, tra l'altro mai applicata in toto.